La Settimana Italiana nel 13°

Italia campione del mondo
Un’esposizione fotografica a Parigi per la Settimana Italiana 2016
a cura dell’Associazione Acuto

 
Ogni anno la Mairie del 13° arrondissement di Parigi organizza una settimana dedicata alla cultura
italiana con la collaborazione dell’Istituto di Cultura Italiano, il Consolato Generale d’Italia a Parigi,
la Società Dante Alighieri e molti altri soggetti tra cui associazioni italiane e istituzioni francesi
(biblioteche, scuole, il conservatorio del 13° arrondissement e molti sponsor privati).
Nel programma ogni anno si ritrovano appuntamenti fissi come i concerti e i corsi di iniziazione alla
lingua italiana, in più viene scelto un tema che costituisce il filo rosso della manifestazione.
Quest’anno, in una Parigi popolata dai tifosi di tutta Europa, il tema non poteva che essere lo sport e
in particolare il calcio, anche in omaggio alla candidatura che la città di Parigi ha presentato per
accogliere i Giochi Olimpici del 2024.
L’associazione Acuto, nata nel 2009 e riconosciuta dalla Regione Toscana nella rete dei Toscani
all’estero, è da sempre stata partner della Settimana Italiana e quest’anno in particolare ha voluto
essere presente con una mostra sul calcio italiano.
L’impresa è stata resa possibile grazie all’incontro con la Fondazione Museo del Calcio di Firenze
che ha subito risposto positivamente nella persona del suo presidente Dott. Fini.
Durante un incontro a Firenze il Presidente Fini con la sua esperienza e fantasia è riuscito a
immaginare un percorso che consentisse una selezione nell’immenso patrimonio fotografico della
Fondazione. Sua infatti è stata l’idea di presentare immagini della Nazionale italiana negli anni in
cui è stata protagonista principale di competizioni internazionali, come i Mondiali o gli Europei.
La Fondazione dispone di un patrimonio meraviglioso in immagini, oggetti, documenti e
testimonianze degli oltre cento anni del calcio italiano e non era semplice scegliere, ma grazie
all’idea “Italia Campione del Mondo” è stato possibile recuperare fotografie dei quattro anni in cui
gli azzurri hanno vinto la coppa del Mondiale. Le immagini di questi quattro anni non
rappresentano soltanto una squadra di calcio ma forniscono un’immagine dell’Italia e della sua storia
culturale, sociale e politica.
A partire dalle foto del 1934 dove si possono vedere slanci atletici e movimenti ormai dimenticati,
abbigliamenti improbabili nell’era della tecnologia tessile o ancora volti e sguardi carichi di
significato, di uomini appartenenti a una storia, quella del loro paese, di guerra imminente, come
nelle immagini del 1938 in cui la nazionale scende in campo in maglia nera, si ha davanti agli occhi
un documento storico più che una foto di calciatori. Le immagini dello stadio italiano, in cui
campeggia la scritta “Comprate prodotti italiani” negli anni trenta con l’immagine dell’arbitro nella
finale di Coppa del mondo del 1938 a Parigi, davanti ai capitani rivali che si stringono la mano,
sono la testimonianza di un periodo storico in cui, forse, nella fragilità politica di un’imminente
catastrofe, il calcio poteva ancora trasmettere valori di amicizia e lealtà. Qualcosa in cui credere
davanti al baratro della guerra.
Dalla fine degli trenta si passa al 1982, annus mirabilis di intere generazioni. E di questo mondiale
non sono state scelte soltanto le mitiche immagini di Paolo Rossi o Bruno Conti alle prese con
giocatori come Socrates, Maradona o Leo Junior. Del 1982 le fotografie che più hanno fatto
emozionare il pubblico sono state proprio quelle di Sandro Pertini che scende la scaletta dell’aereo
della Nazionale, o la sua celebre partita di carte in volo con Bearzot, con in bocca la sua
immancabile pipa, Causio e Zoff. Queste foto trasmettono l’immagine di un paese che si stringe
intorno al calcio come nessun altro al mondo, che si identifica e si riconosce superando rivalità e
conflitti, intorno alla parte bella del calcio. L’idea di paese che il pubblico francese sa amare di più
dell’Italia.
Un paio di immagini del 1968, anno in cui l’italia vince il campionato Europeo, ci ridanno i volti
stanchi ma soddisfatti di Valcareggi e Facchetti che molti italiani si ricordano come gli interpreti di
una stagione in cui ancora una volta il calcio restava custode di un sentimento nazionale collettivo
in un periodo in cui le generazioni invece si dividevano e contrastavano, facendo dell’Italia ancora
una volta un campo di sperimentazione culturale e politica.
Infine gli anni duemila, il mondale 2006 che tanto ha significato per i francesi e i tifosi di tutto il
mondo. Di questa finale sono state scelte le fotografie del tripudio, della vittoria, della festa. Le
azioni di Materazzi più spettacolari, certo, ma soprattutto i colori accesi e freschi del pubblico,
l’azzurro delle maglie, l’oro e i coriandoli del festeggiamento, con Marcello Lippi portato in trionfo.
E nessuno si è chiesto o ci ha chiesto dove fosse la foto di Zidane, proprio a dimostrazione del fatto
che il calcio spesso riesce a trasmettere soprattutto il valore positivo dello sport.
Realizzare questa mostra è stata un’esperienza particolare. Poter parlare del passato e della storia
d’Italia attraverso fotografie di calcio non è un’impresa banale, e poter spiegare il ruolo del calcio
nella cultura italiana ancor meno, proprio perché si tratta di qualcosa che è, in parte, un elemento
costituente della cultura nazionale.
Incontrare la curiosità e le domande del pubblico francese ci ha poi dato la misura di quanto il
calcio italiano sia visto come un modello di eleganza e passione, una passione che la sera in cui
gioca l’Italia fa diventare tutti tifosi.
La mostra è stata accompagnata da una tavola rotonda organizzata da Jaqueline Zana Victor che è la
vera anima della Settimana Italiana del 13°. Madame Zana Victor è la responsabile del gemellaggio
Parigi Roma e conosce ogni singolo interprete della cultura italiana a Parigi. Sua è la
programmazione della settimana italiana e sua è stata l’iniziativa di chiedere ad Acuto una mostra
sul calcio. Per questo la ringraziamo di cuore, per la sua curiosità e la sua intelligenza e per averci
dato l’opportunità ancora una volta di presentare la nostra cultura.
Alla tavola rotonda oltre a me erano presenti Alberto Toscano, giornalista corrispondente di vari
quotidiani a Parigi, e Michele Canonica, Presidente del Comitato di Parigi della Dante Alighieri.
Alberto Toscano presentava alla Settimana italiana una mostra di giornali e quotidiani della stampa
italiana e francese, dalla Gazzetta dello Sport a Paris Match, dove le immagini e i testi ci
riportavano ai momenti più belli e intensi della rivalità tra la Francia e la “cugina” italiana. Una
raccolta di documenti di estremo interesse per ogni appassionato di giornalismo e di sport.
Michele e Alberto sono stati due compagni fondamentali per la presentazione di questa mostra.
Senza la loro cultura, la loro curiosità e la loro appassionata ricerca non sarei riuscita a “vedere”
fino in fondo quello che stavamo realizzando. Con loro e Jaqueline Zana Victor abbiamo partecipato
a una divertente intervista relativa alle due mostre e alle altre iniziative della Settimana Italiana in
cui si spiegano tante curiosità sul rapporto tra Italia e Francia attraverso lo sport.
(http://italieendirect.italieaparis.net/article/zana-victor-toscano-biagini-%3A-semaine-italienne-du-
13eme-215/). Le parole del Console Generale d’Italia a Parigi Andrea Cavallari hanno infine
concluso la presentazione delle mostre con una nota di grande valore, riconoscendo il ruolo dello
sport nella creazione di rapporti di amicizia e lealtà tra paesi.
Questa mostra non sarebbe stata possibile senza la gentilezza, la professionalità e l’investimento
della Fondazione Museo del Calcio, del suo Presidente dott. Fini e del dott. Giovanni Pirelli, al
quale va il mio più sincero ringraziamento. Scoprire la Fondazione è stato un regalo inatteso di
questa edizione della Settimana Italiana e mi auguro che questa e altre mostre della Fondazione
possano viaggiare in tutto il mondo grazie alla rete degli italiani all’estero.